L'organizzazione Human Rights Watch ha accusato il governo del Ciad di aver sfruttato lo stato d'emergenza, dichiarato a inizio febbraio dopo l'attacco dei ribelli alla capitale N'Djamena, per sfrattare 10mila persone dalle proprie case. Le autorità hanno autorizzato la demolizione di 1.798 case durante i trenta giorni di emergenza. Molti dei proprietari sono stati avvisati solo un paio di giorni prima che lo sfratto avesse luogo e, dopo essere rimasti senza casa, si sono accampati per le strade o hanno raggiunto i campi profughi vicino al Camerun. "Persone che vivevano nella capitale da decenni sono state lasciate senza casa", ha affermato il direttore Africa dell'organizzazione, Georgette Gagnon, "in molti casi, il governo non ha fornito adeguate notifiche, compensi e assistenza per la riallocazione, come richiesto dal diritto internazionale".