ragazzi, che match!! manco da qualche giorno e ce n'è per tre pagine... il calderoli se n'è andato sul suo carroccio 4x4 e siamo arrivati ad un tentativo di interpretazione evoluzionistica della storia delle religioni con sciabolate e colpi di picca, altro che fioretto...
ho riletto un pò tutto e, al di là degli eccessi polemici, mi sembra di poter fare così il punto:
ci sono culture e religioni diverse, la cui diversità è da considerarsi una ricchezza e non un motivo di superiorità dell'una sull'altra...
le religioni sono fatte di spiritualità e di pratica quotidiana, ma anche di scritti e di regole ed è sull'interpretazione degli scritti e delle regole che si basa il potere temporale delle religioni... da ciò ne discende che nulla nelle religioni, come nelle culture ad esse relate, è totalmente assoluto o immodificabile, ed anzi si evolve nel tempo... e a maggior ragione in un'epoca come la nostra dove la globalizzazione favorisce contaminazioni e scambi di informazioni in modo impensabile solo fino a pochi anni fa...
di qui il tentativo di interpretare in chiave evoluzionistica lo sviluppo storico contemporaneo... interessante ma sicuramente non semplice nel momento in cui le variabili in gioco non sono poche e soprattutto caratterizzate da innumerevoli sfumature... pensiamo solo al fatto che accanto all'informazione ufficiale, al dogma, ai proclami, alle regole formali, esiste una quotidianità della vita della gente comune che in maniera più o meno marcata è anche "altro", e spesso questo "altro" fatto di problemi di famiglia, di arrivare alla fine del mese, di affrontare le avversità della vita, è ciò che accomuna piuttosto che dividere le diverse culture e/o popolazioni, e suprattutto scavalca ogni tipo di dogma religioso... nell'equilibrio tra dogma e "altro" le religioni, le culture, i popoli, alla fine tutto il mondo, si evolvono e più o meno velocemente cambiano...
la possibilità che questo cambiamento si infili in un vicolo cieco esiste, per motivi diversi, in tutte le religioni e culture... esiste nell mondo islamico, nel momento in cui, per interessi diversi e facendo leva sulla povertà e sull'ignoranza della gente, l'interpretazione più fanatica del dogma riuscirà ad avere il sopravvento... ma esiste per esempio anche nel mondo occidentale dove, non tanto per motivi religiosi ma più prosaicamente per motivi economici, un sistema che si basa su una crescita sempre più veloce non avrà più terreni vergini da sfruttare e avrà creato una forbice tra ricchezza e povertà tale da non essere più in grado di autoalimentarsi...
io penso che entrambi i vicoli ciechi siano molto lontani, sia nel mondo islamico perchè la maggioranza della gente è sì osservante ma, come molti di noi hanno positivamente avuto modo di toccare con mano, assolutamente "normale" e più preoccupata di dare da mangiare alla famiglia che di partire per la guerra santa, sia nel mondo occidentale perchè più semplicemente la cultura, prima dell'informazione, e i sentimenti della quotidianità, saranno comunque valori prevalenti rispetto al consumismo totalizzante verso cui il sistema economico tenta ci spinge...
il pericolo di un vicolo cieco c'è, comunque, da entrambe le parti e credo che, nel nostro piccolo, un modo per contribuire ad evitarlo sia continuare ad essere viaggiatori consapevoli ed intelligenti, sia il cercare di far capire, attraverso la diffusione delle nostre seppure marginali esperienze, che nella ricchezza della diversità sono più le cose che ci accomunano che quelle che ci dividono...
uff, forse un pò troppo lungo...
'notte
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enrico
toy hj 61 "kindergarten"