In una bella intervista (Corriere 1992 o giù di lì), Theodore Monod rispondeva a Ulderico Munzi:

- Non la spaventa la solitudine del deserto?
"Quando si é a cinquecento chilometri dal primo pozzo d'acqua, quando anche i beduini si fanno rari, allora il cammello ed io siamo nelle mani del deserto. Una volta mi sono perso e ho impiegato ventisette giorni per trovare un pozzo. Il deserto é mio complice. No, é meglio usare la parola "connivenza", perché é il deserto che domina é lui ad avere l'ultima parola. In occidente si prendono decisioni, si fanno progetti, s'insegue la razionalità, si rispettano gli orari. Nel deserto si obbedisce. Il deserto insegna ad essere modesti. Se l'acqua non si trova oggi, forse si troverà domani, forse dopodomani, forse mai e allora é la morte. L'uomo e il cammello vivono in un'altra dimensione temporale: é così che talora gli "angeli" scendono a parlare con la tua anima".

- Non é attirato nel deserto dalla smania di sfidarlo?
"La sfida per la sfida, mai. Non mi attribuisco medaglie. Non mi dico: tu l'hai fatto, vediamo se altri ci riusciranno. Si può salire sull'Everest, illudersi di averlo vinto, poi ci sarà qualcuno che lo affronterà camminando all'indietro. Disprezzo il brivido da record. Io sono abitato, invece, da una curiosità permanente, insaziabile, scientifica e non. Tutto é un'avventura spirituale. Il deserto é fertile per il pensiero".

- Dicono che lei abbia sacrificato al Sahara anche la famiglia.
"Sono stato egoista. E poi il deserto é un'entità esigente. Si entra nel deserto come si entra nella vita religiosa. E' il mio tempio, se vuole. E'la natura allo stato puro. Lo scenario di quando l'uomo non c'era e, in prospettiva , lo scenario di quando l'uomo non ci sarà più a causa della sua stupidità. L'uomo deve cambiare il suo modo di pensare, la sua filosofia, per salvarsi".

- Quale pista filosofica propone?
"Non bisogna tradire i diritti della natura e degli esseri viventi. La formula del dottor Schweitzer: si deve rispettare ogni vita quale che sia. Questa può essere una nuova etica per l'uomo, ma l'uomo deve abbandonare la logica del profitto che saccheggia la natura......................."

C'é n'é abbastanza per riflettere.....e non ho più voglia di trascrivere anche perché in questo pezzo di intervista ci sono già molte risposte alle questioni discusse nei precedenti post.
Vorrei solo dire che, sono felice di essere scesa (e risalita - che fatica in Agosto!) nel Namous a piedi.Inorridisco a pensare a 50 auto che "disegnano" le pareti del vulcano come inorridisco a pensare di salire in cima ad una montagna in elicottero. Se non posso farlo con le mie forze rinuncio.
L'umiltà verso la natura...
"Il brivido da record?" qualcun altro sarà più bravo di te domani, la vera molla é la curiosità, l'immaginazione,"l'avventura spirituale". Difficile però "parlare con gli angeli" con 100 persone intorno....

ciao ;\)
alessandra
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renato e alessandra