Messaggio inizialmente inserito da RoboGabr'Aoun:
Bè, io perlomeno sono andato da lui
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Io ci ho parlato direttamente, sul molo di Tunisi

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Io ci ho viaggiato!!!!
Il mio battesimo d'Africa (tre Land \:D e due moto) mi aveva così affascinato che ho preso al volo l'occasione di tornarci (se non ricordo male 14 o 15 macchine \:\( )e, come ho avuto occasione di dire già in un altro post, sono ancora perplesso sul giudizio da dare.
Credo che Roberto Musi abbia espresso molto bene il concetto di " farlo per professione"
e penso che anche il più puro e serio organizzatore non possa sfuggire alle leggi del profitto.
Purtroppo il guadagno lo si fà o sulla quantità o sulla qualità, oppure si media tra tutte e due le cose.
Le due ultime soluzioni hanno il difetto di far lievitare i prezzi, con il risultato che con il tempo la domanda diminuisce rispetto all'offerta, correggimi Roberto se, da inesperto del campo, mi sbaglio.
Fatta questa premessa volevo evidenziare quello che più mi ha colpito, cioè l'alto numero di "aficionados", gente con più di dieci viaggi alle spalle,e....CONTENTISSIMI pronti ad imbarcarsi per il prossimo viaggio, fosse l'Africa o l'Islanda.
Ed è quì che volevo arrivare, la meta conta meno, secondo me, del "come si viaggia":
Ti senti sicuro da ogni imprevisto, le assistenze sono lì, pronte ad intervenire, pur lasciandoti modo di pensare di essertela cavata quasi da solo, il Road Book è il tuo guinzaglio di sicurezza, per carità sei libero di seguirlo o meno, fa parte delle regole del viaggio, basta avvertire l'assistenza, ma chi è alla prima esperienza, si fida a lasciare il gruppo?....e gli altri? agli altri va bene così, altrimenti non tornerebbero viaggio dopo viaggio.
Ed è questo il punto, c'è chi vuole questo, il macinamento di chilometri, il terreno impervio, sia fango, sabbia o ghiaccio, e il luogo, avventuroso, affascinante,quello che quando lo racconti ti dicono" perbacco ".
Di quelli che usufruiscono di questi servizi sono pochi a svezzarsi e ad iniziare a viaggiare per proprio conto.
Non è Cattone o altri come lui che ti obbliga a fare le foto al brucio dal finestrino, ma la mandria ti spinge, a loro non potrebbe importare di meno della profondità di campo o del filtro polarizzatore.
d'altronde queste persone seguono un ragionamento logico:
AVVENTURA, da raccontare per stupire, esempio
tipico filmati di OVERLAND, e cosa si vede in questi filmati?
Chilometri macinati, belle impiantate, fatica,rischio con rapide e fuggevoli panoramiche paesaggistiche ed architettoniche, OH! mai che li vedi far pipì a quelli di Overland, e neanche quelli del Camel non la facevano mai, allora vuol dire che nemmeno noi .....Infatti vedrete molte cineprese e poche macchinette foto.
Penso sia già indicativo.
Allora chi ne ha fatto una professione, con cui deve mangiare, ci sputa sopra?
No, e se si è in tanti diventa un ulteriore merito, una difficoltà di più, "abbiamo fatto................con cinquanta macchine cinquanta." @@zzo!!!!.
Poi, se hai "il pelo" puoi tentare di "pettinare" i più cazzoni, ma sono pur sempre clienti paganti (so per certo ad es. che Cattone ha rifiutato la partecipazione a qualcuno).
Chiedo sempre conferma a Musi di quanto sto scrivendo.

E c'è di peggio (leggi AlpiRosso e Franco Tour).

Non credo che si possa risolvere con i "ciocchi" sulla Habib o in dogana, possiamo solo testimoniare che esiste un modo migliore di viaggiare, possiamo dare l'esempio, sperando che sempre di più ci seguano, (anzi vi seguano.....perchè se vengono dietro a me, sai che casino.)
Possiamo far capire alle persone di questi paesi che esistono anche dei viaggiatori rispettosi, ma...DUBBIO.. non è anche che agli autoctoni il Money portato fa comodo e quindi ben vengano i comitivoni.

Madonna quanto ho scritto, mi è scappata la mano, ragazzi scusatemi!

Pier