Sono d'accordo con robiceci quando scrive che non dipende dal numero di partecipanti ma dalla tipologia, un pò meno con mpracing
sul fatto che tutti i t.o. parlino solo di motori e gps.Comunque una cosa è certa, a me e (credo)a quelli come me che hanno mosso i loro primi passi nel Sahara su delle Land 109 sognando di fare uhn giorno quello che ha fatto Nino Cirani e che passavano le notti con la Michelin "153" (non 953) ripassando passo dopo passo la "guida al deserto edizioni futuro", vedere una comitiva di 40 veicoli con l'aria di escursionisti da gita sociale domenicale di club 4x4 nell'Akakus o nel Tenerè non fa molto piacere.
Indubbiamente i tempi cambiano anche per un territorio affascinante e immenso come il Sahara, potremmo scrivere intere pagine sull'argomento così come le potrebbero scrivere gli appassionati della montagna
sul business delle settimane bianche o dei trekking in zone estreme con le agenzie che a pagamento garantiscono anche la salita sul tetto del mondo ad alpinisti poco esperti.
O ancora dei velisti che si vedono, in angoli di paradiso, affiancare da barche-charter con gente che non sa neanche nuotare e così via.
Voglio essere necessariamente fiducioso e sperare in una presa di coscienza da parte dei t.o.(fortunatamente non tutti) che ripeto vedono il nostro amato Sahara come una donna da far prostituire non curandosi
del danno che creano con il loro "lavoro".