mi risulta che le frontiere siano aperte con tutti i paesi confinanti in entrambi i sensi (entrata/uscita); da quel che ho potuto leggere su vari siti il problema reale pare non fosse solo la bambina di due anni deceduta a Kayes ma il fatto che in Mali fosse entrato un cittadino della Guinea malato di ebola per farsi curare alla clinica Pasteur di Bamako (nel frattempo anch'esso deceduto) e che questo caso sia stato "coperto", contravvenendo a tutti gli accordi sanitari internazionali, fino a quando una infermiera della clinica è deceduta di ebola e quindi sono stati costretti a rendere ufficiale la cosa.....non a caso nei giorni immediatamente successivi i casi di ebola in Mali sono arrivati a 7 con 6 decessi dei quali 5 a Bamako collegati proprio al caso della clinica Pasteur...questa cosa ha ovviamente fatto imbestialire i paesi confinanti, il WHO (World Ealth Organization) nonché l'opinione pubblica maliana tanto che sono state richieste a più riprese le dimissioni del ministro della sanità (che ha visto bene di non dare....) e che ha costretto il governo maliano a divulgare ufficialmente uno specifico "report ebola" quasi quotidianamente.
Unico lato positivo che a parte i sette casi di cui sopra non sono emersi nuovi casi e questo fa ben sperare per il futuro...