mah sai io ho lavorato in Libano e ho pestato qualche piede "grosso", qui idem. Ai principi non si rinuncia mai finchè non ti sparano o finisci sotto scorta. Però devi anche fare delle scelte e valutare i tuoi principi in funzine delle altre culture. Fare il missionario non mi piace perchè sono allergico al concetto di religione, ma in una regione del Burkina Faso con alcuni amici abbiamo messo in piedi un progetto autofinanziato e costruiamo pozzi dove hanno magari 4-5 km al giorno per avere accesso all'acqua. In piena cooperazione con una missione di suore, proprio perchè mi piace il concetto di avere mente aperta. E lì dopo l'acqua che dà la vita cercano l'istruzione. Ho lavorato con molti "arabi" anche qui in Italia e ne ho apprezzati tanti. Bisogna sempre saper distinguere le persone dalle masse. Ho lavorato con la cooperazione ufficiale, con le compagnie petrolifere e come volontario, ho una visiona piuttosto ampia, e qui, in questo forum, ho trovato persone che sanno pensare con la propria testa come raramente mi è capitato, buttando a mare gli stereotipi. Scendere in politica? Lo stiamo facendo! Esprimere le proprie idee è fare politica, comunicarle è fare politica perchè aiuta a maturare una visione del mondo. E' politica di base, quella di quartiere. I miei figli hanno ottimi rapporti con figli di immigrati e riescono a non vederli "paria" perchè impegnandosi a lavorare con le classi in modo da aiutare i ragazzi ad integrarsi mantenendo ciò che possono delle loro culture fa crescere le persone; e accettare come normale la diversità dell'altro è l'atto politico più eclatante per costruire un futuro. Che i flussi di immigrati vadano regolamentati è necessario, chi "chiude le porte" di fronte alle crisi è stupido perchè in un modo così complesso e interconnesso i cambiamenti vanno gestiti, altrimenti dovrai subirli. Gli ultimi che ci hanno provato a isolarsi sono stati l'Albania e il Myanmar; cosa sia accaduto oltre l'Adriatico è noto, in Birmania staremo a vedere... ma certamente solo il rapportarsi intelligentemente a queste situazioni epocali (nel senso che ogni epoca ha avuto la sua migrazione di massa, con buona pace degli stati moderni - presente quando padani e liguri fondavano paesi nel centro della Sicilia sotto FedericoII?)potrà dare risultati positivi. Ogni approccio "stile Lega" (lo dico per semplificare, in ogni stato c'è un gruppo così, ma solo da noi siedono nella stanza dei bottoni) può solo portare a facciate nel muro, come è successo in Libano dove gli eventi sono partiti per motivi particolari ma hanno sfruttato una visione politica popolare esattamente identica a quella proposta da Bossi. E come è finita è noto dalla storia.


Edited by rossigeo (03/30/11 11:43 AM)
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Stefano